IT-Wallet · 19 ottobre 2026

IT-Wallet entra nella fase operativa, cosa cambia per cittadini, SPID e CIE

Linee guida, test con le aziende private e integrazione europea: cosa è già disponibile su app IO, cosa arriverà e perché SPID e CIE restano ancora necessari.

Il punto

Il Sistema IT-Wallet ha superato la fase delle sole anticipazioni ed è entrato in un percorso operativo regolato da linee guida nazionali. Le regole per la sperimentazione sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale nell’estate 2026 e un ambiente di test è stato aperto anche agli operatori privati. Per i cittadini, però, è essenziale distinguere ciò che si può utilizzare già oggi nella sezione Portafoglio dell’app IO dal sistema più ampio che sarà attivato progressivamente. IT-Wallet non ha ancora sostituito SPID, CIE o i documenti fisici.

Cosa è già disponibile in Documenti su IO

Oggi la funzione concretamente disponibile si chiama “Documenti su IO”. Le persone maggiorenni possono aggiungere al Portafoglio dell’app la versione digitale della patente di guida, della Tessera Sanitaria–Tessera Europea di Assicurazione Malattia e della Carta Europea della Disabilità. L’attivazione è gratuita e volontaria: nessun documento viene caricato senza una richiesta esplicita e chi non vuole utilizzare il servizio può continuare a portare con sé i documenti fisici.

Perché servono ancora SPID o CIE

Per aggiungere i documenti occorre accedere all’app IO con SPID oppure con CIE. Il sistema recupera le informazioni dagli enti che hanno emesso i documenti e genera le relative versioni digitali. Questa funzione non coincide ancora con tutte le possibilità previste per il futuro IT-Wallet: rappresenta il primo insieme di attestazioni disponibili nel portafoglio pubblico, integrato nell’app IO e gestito da PagoPA nell’ambito del sistema coordinato dal Dipartimento per la trasformazione digitale.

Le Linee guida pubblicate nel 2026

La novità del 2026 è il passaggio a un ecosistema più strutturato. Il decreto del 17 giugno ha approvato le Linee guida del Sistema IT-Wallet e le regole per la sperimentazione, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale del 23 luglio. Un ulteriore quadro di governance attribuisce ad AgID compiti di vigilanza, regolamentazione e raccordo con il portafoglio europeo. Non si tratta quindi semplicemente di aggiungere nuove tessere nell’app, ma di definire ruoli, requisiti di sicurezza e modalità con cui soggetti pubblici e privati potranno partecipare.

Portafoglio pubblico e wallet privati

Il progetto prevede un portafoglio pubblico nell’app IO e la possibilità che operatori di mercato offrano portafogli privati conformi alle stesse regole. L’ambiente nazionale di test, aperto alle aziende nel 2026, consente ai fornitori di verificare l’interoperabilità delle proprie soluzioni usando dati che non appartengono a cittadini reali. I wallet privati non sono quindi applicazioni già abilitate a sostituire IO: dovranno rispettare requisiti comuni e completare il percorso previsto prima di poter offrire servizi agli utenti.

Quali documenti potranno arrivare

Nel sistema completo i documenti saranno trattati come attestati elettronici verificati alla fonte. Questo significa che un’informazione potrà essere rilasciata dall’ente competente, conservata nel portafoglio e presentata a un’amministrazione o a un’impresa senza dover essere controllata ogni volta partendo da una fotografia o da una copia cartacea. Tra gli esempi indicati dal progetto figurano qualifiche professionali, titoli di studio, licenze e certificazioni, ma la loro effettiva disponibilità dipenderà dall’attivazione dei singoli emittenti e servizi.

IT-Wallet non sostituisce ancora SPID e CIE

SPID e CIE non scompaiono con l’arrivo di IT-Wallet. Al momento servono anche per entrare nell’app IO e attivare i documenti disponibili. Inoltre continuano a essere utilizzati direttamente da migliaia di servizi pubblici e privati. Lo sviluppo del portafoglio potrà modificare nel tempo il modo in cui ci si identifica o si dimostra un requisito, ma non esiste una data ufficiale nella quale tutti gli accessi SPID e CIE saranno trasferiti automaticamente nel wallet.

Identificarsi e dimostrare un requisito sono cose diverse

È utile distinguere l’identificazione dall’esibizione di un documento. Con SPID o CIE un servizio riconosce la persona che sta effettuando l’accesso. Con un’attestazione nel wallet, invece, l’utente potrà dimostrare un’informazione specifica, per esempio il possesso di una patente, una qualifica o un requisito. In prospettiva questo dovrebbe ridurre la quantità di documenti completi condivisi quando al servizio basta conoscere un solo dato, ma le modalità concrete dipenderanno dal caso d’uso e dalle regole applicate dal soggetto che richiede l’informazione.

Il rapporto con il portafoglio europeo EUDI Wallet

IT-Wallet è progettato per allinearsi al Portafoglio europeo di identità digitale previsto dal regolamento eIDAS 2. Gli Stati membri devono rendere disponibile almeno una soluzione EUDI Wallet entro la fine del 2026. L’obiettivo europeo è permettere a cittadini, residenti e imprese di identificarsi, conservare e presentare attestazioni e utilizzare servizi anche oltre confine secondo standard comuni. Il portafoglio italiano dovrà quindi evolvere in modo interoperabile, ma IT-Wallet ed EUDI Wallet non sono due applicazioni già oggi equivalenti e pienamente utilizzabili in tutta Europa.

Come dovrebbe funzionare la protezione dei dati

La protezione dei dati è uno degli elementi centrali del nuovo modello. Le attestazioni dovranno provenire da fonti riconosciute e l’utente dovrà poter scegliere quali informazioni presentare. Questo non significa che qualsiasi app possa leggere liberamente tutti i documenti: i soggetti che emettono, gestiscono o richiedono dati devono operare secondo ruoli e requisiti definiti. Prima di autorizzare una condivisione sarà comunque importante controllare il nome del servizio, i dati richiesti e la finalità dichiarata.

IT-Wallet, procedura in breve
VoceIndicazione
Disponibile oggiDocumenti su IO con patente, Tessera Sanitaria–TEAM e Carta Europea della Disabilità
AttivazioneGratuita e volontaria tramite accesso all’app IO con SPID o CIE
Portafoglio pubblicoIntegrato nell’app IO e gestito da PagoPA nell’ecosistema nazionale
Wallet privatiIn fase di test; dovranno rispettare regole comuni prima dell’apertura agli utenti
In arrivo progressivamenteUlteriori attestazioni, qualifiche, titoli, licenze e nuovi casi d’uso
SPID e CIERestano attivi e necessari per molti servizi e per accedere oggi al Portafoglio di IO
EUDI WalletQuadro europeo con cui il sistema italiano dovrà diventare interoperabile
Documenti fisiciNon vengono aboliti dall’attivazione del wallet e possono continuare a essere utilizzati

Perché conviene conservare documenti e credenziali

Anche quando il sistema sarà più esteso, il wallet resterà uno strumento facoltativo e non una ragione per eliminare subito documenti o credenziali esistenti. Lo smartphone può essere smarrito, sostituito o temporaneamente non disponibile; per questo è prudente conservare PIN, PUK e procedure di recupero di SPID e CIE, mantenere aggiornati email e numero di cellulare e verificare che i documenti fisici siano validi. Una nuova funzione digitale non annulla automaticamente le regole previste per l’esibizione del documento originale nei diversi contesti.

Attenzione a messaggi e applicazioni non ufficiali

La crescita del wallet può anche attirare tentativi di phishing. Non occorre pagare intermediari per attivare “Documenti su IO” e non bisogna comunicare password SPID, PIN della CIE o codici OTP a chi telefona o invia messaggi. Le novità vanno controllate nell’app IO, sui siti del Dipartimento per la trasformazione digitale, di AgID e degli enti che rilasciano i documenti. Eventuali wallet privati dovranno essere riconoscibili come aderenti al sistema: fino ad allora è bene diffidare delle applicazioni che promettono di sostituire immediatamente tutti i documenti.

Cosa deve fare oggi il cittadino

Per il cittadino, la conclusione pratica è semplice: oggi si possono aggiungere su IO i documenti già supportati usando SPID o CIE; domani il portafoglio potrà contenere altre attestazioni e dialogare con servizi pubblici, imprese e soluzioni europee. Il cambiamento è rilevante, ma sarà progressivo. Mantenere attive le identità digitali esistenti e seguire soltanto gli aggiornamenti ufficiali permette di utilizzare le funzioni disponibili senza confondere sperimentazioni, annunci e servizi già operativi.

Articolo verificato il 19 ottobre 2026. Dati e servizi possono cambiare: consulta sempre le fonti collegate.